Un solo rack surriscaldato ha fermato i servizi centrali di Proton
Un guasto al sistema di raffreddamento nel data center di Proton a Francoforte, nella notte del 26 agosto 2026, ha portato la temperatura della sala da un normale 21,8 gradi Celsius a 51,9 gradi Celsius in trenta minuti. Alcuni sensori hanno segnato fino a 60 gradi. Le schede di rete hanno raggiunto 105 gradi contro una temperatura operativa normale di 45 gradi e si sono spente per autoprotezione. Sia lo switch di rete primario sia quello di backup si trovavano sullo stesso rack, e quel rack ospitava diverse delle copie primarie del database di Proton, cosicché la ridondanza costruita apposta per sopravvivere a questo tipo di guasto non si è attivata automaticamente. Proton ha però dichiarato pubblicamente di poter resistere a un guasto completo del data center, ma la propria relazione sull'incidente afferma che un failover del database primario non viene mai automatizzato senza supervisione umana, proprio per evitare il tipo di corruzione dei dati a cervello diviso che un failover automatico può causare.
La stessa falla si è riaperta cinque giorni dopo
Un secondo blackout, il 1 settembre 2026, ha mostrato che il guasto del 26 agosto non era davvero finito.
| Incidente | Data | Causa | Servizi colpiti |
|---|---|---|---|
| Primo blackout | 26-27 agosto 2026 | Guasto al raffreddamento, doppio guasto agli switch | Mail, Drive, Calendario, autenticazione |
| Secondo blackout | 1 settembre 2026, ore 14:37-20:49 CEST | Guasto hardware residuo dovuto alla manutenzione del database legata al primo incidente | Mail, Pass, Drive, Calendario |
La sovranità descrive dove stanno i dati, non se il servizio resta attivo
Proton si presenta per giurisdizione e privacy, e questo blackout mostra che queste garanzie sono separate dall'architettura di resilienza. Molte aziende che hanno lasciato gli hyperscaler statunitensi proprio per ridurre il rischio di concentrazione hanno scelto Proton, o un fornitore simile, per la sua sede nell'UE e il suo rifiuto di consegnare dati ai tribunali statunitensi. Nessuna delle due proprietà ha a che fare col fatto che il servizio resti online quando un rack si surriscalda. Proton dispone però di un sito di failover a Zurigo e, secondo il proprio racconto, sta costruendo solo ora la capacità di secondo sito e l'automazione che avrebbero dovuto esistere già prima di questo incidente, con completamento previsto entro fine 2026. Un'azienda che ha scelto un'alternativa sovrana per motivi di residenza dei dati dovrebbe chiedere direttamente a quel fornitore come funziona davvero il failover, e se è automatico o attende l'approvazione di una persona, invece di dare per scontato che sovranità significhi resilienza.
Da leggere ora: Il Supercomputer Europeo Corre su Chip Americani | Il rivale aperto di OpenAI ora appartiene a Nvidia



