Il trimestre che Apple ha comunicato il 30 luglio
Per il terzo trimestre fiscale chiuso il 27 giugno 2026 Apple ha dichiarato ricavi per 109,4 miliardi di dollari, in crescita del 16 per cento, un utile netto di 29,79 miliardi e un utile per azione diluito di 2,02 dollari, in crescita del 29 per cento. Il margine lordo si è attestato al 50,1 per cento. Il gruppo ha segnato record di trimestre di giugno per iPhone, Mac e Servizi e ha registrato una crescita dei ricavi a doppia cifra in ogni area geografica, Europa compresa. È stato dichiarato un dividendo di 0,27 dollari per azione, pagabile il 13 agosto.
Tim Cook lo ha definito il trimestre di giugno più forte di sempre per la società, con crescita a doppia cifra su iPhone, Mac e Servizi e in ogni area geografica. Nelle voci di segmento, le vendite di iPhone sono salite del 22 per cento e i ricavi Mac, pari a 10,35 miliardi di dollari, hanno superato ampiamente gli 8,74 miliardi attesi. Sotto quasi ogni misura è stato un trimestre forte, e la parte interessante sta in un'informazione contenuta nella stessa nota.
Togliete undici centesimi
Apple ha reso noto che l'utile per azione comprendeva un effetto favorevole di 11 centesimi da rimborsi doganali e che gli stessi rimborsi hanno contribuito con circa 2 punti percentuali al margine lordo del 50,1 per cento. Gli analisti attendevano 1,89 dollari per azione. Il dato dichiarato è 2,02 dollari, che appare come 13 centesimi sopra le attese. Tolto il rimborso, il risultato operativo è 1,91 dollari, cioè 2 centesimi sopra le attese.
Applicate la stessa rettifica al tasso di crescita. L'utile per azione è salito del 29 per cento su base annua, il che colloca il dato dell'anno precedente vicino a 1,57 dollari. Misurata su 1,91 anziché su 2,02, la crescita si avvicina al 22 per cento. Vuol dire che una decisione doganale ha fornito circa 7 dei 29 punti percentuali comunicati, all'incirca un quarto della crescita degli utili, e proviene da una voce che non si ripete a calendario.
L'unica voce sotto le attese era la migliore
I ricavi dei Servizi si sono fermati a 30,74 miliardi di dollari contro attese di circa 31,22 miliardi, e il titolo ha ceduto nelle contrattazioni successive alla chiusura solo per quel numero. È il segmento con il margine più alto, i ricavi più ricorrenti e la minore dipendenza da un ciclo hardware, ed è per questo che una carenza lì pesa più di un risultato sopra le attese sull'hardware nell'aritmetica del mercato.
Il dettaglio da tenere è che i Servizi hanno comunque segnato un record di trimestre di giugno. Una voce può crescere fino al suo livello migliore di sempre e restare sotto le attese, e quando accade è la previsione ad aver corso più del business, non il business ad arretrare. Per chi modella un fornitore o un partner quella distinzione è tutto: mancare le attese e calare come attività sono eventi diversi, e soltanto uno dei due cambia ciò che l'azienda potrà fare l'anno prossimo.
Quel che un rimborso rivela e un margine no
Due punti percentuali di margine lordo su 109,4 miliardi di dollari di ricavi sono circa 2,2 miliardi di dollari di margine lordo che arrivano da una procedura doganale e non da un cliente. Non è una stranezza contabile da liquidare con un gesto. È la prova di quanta redditività di un grande produttore dipenda oggi dalla politica commerciale e di quanto in fretta un'inversione di quella politica muova il numero.
Lo stesso meccanismo funziona nei due sensi e non riguarda solo Apple. Qualsiasi impresa che importi hardware attraverso una frontiera doganale porta un'esposizione la cui dimensione è fissata da una decisione che non controlla e non può prevedere. Apple ha la scala per assorbire l'oscillazione e recuperare la cassa quando la politica gira. Un importatore europeo di media dimensione paga gli stessi dazi, ma sopporta l'esposizione senza quel bilancio e di solito senza l'ufficio doganale in grado di reclamare alcunché.
Come usarlo quando confrontate i fornitori
I fornitori citano la propria solidità durante le trattative, e un trimestre come questo offre loro materiale eccellente. La disciplina sta nel chiedere quale parte di un risultato comunicato sia performance operativa e quale parte sia una voce una tantum. Apple ha fatto la cosa onesta e ha dichiarato la ripartizione; molti fornitori non lo faranno, e la domanda da rivolgere loro è semplicemente se dentro il numero che vi mostrano sieda una voce non ricorrente, doganale o di altra natura.
La prova pratica prima di considerare un fornitore finanziariamente tranquillo è rifare il trimestre senza quella voce e vedere se la storia regge. Con Apple regge, perché 2 centesimi sopra le attese e una crescita del 22 per cento restano un buon trimestre. Con un fornitore più fragile la stessa rettifica può trasformare un risultato sopra le attese in uno sotto le attese, ed è proprio quel fornitore i cui prezzi, piani di prodotto e impegni di assistenza meritano un secondo esame prima di firmare qualcosa di lungo.
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