Due annunci, un solo giorno, lo stesso messaggio

Il 27 luglio più di trenta fornitori hanno portato all'open source i controlli di sicurezza fondamentali per gli agenti sotto la Linux Foundation, e il tassello dell'identità dei workload in quel pacchetto erano SPIFFE e SPIRE. Adottare lo standard che stabilisce che cosa un agente di intelligenza artificiale possa essere è diventato gratuito quella mattina. Nel pomeriggio Keyfactor ha annunciato l'intenzione di acquisire Cofide, società britannica costruita proprio su quegli standard, il cui organico è di sei persone. Le condizioni economiche non sono state rese note, e squadra e tecnologia passano subito all'acquirente.

Perché conta: i due fatti sembrano contraddirsi e non lo fanno. Uno ha reso la specifica un bene pubblico. L'altro ha messo un prezzo sulla capacità di gestirla. Letti insieme nella stessa giornata, rispondono a una domanda che gli imprenditori si pongono da quando gli agenti hanno iniziato a comparire negli ambienti di produzione: se il controllo si standardizza, il problema sparisce? No. Cambia soltanto voce di bilancio.

Che cosa fa davvero Cofide

Cofide si presenta come una piattaforma di identità basata su standard aperti che protegge i workload applicativi e gli agenti di intelligenza artificiale in qualsiasi ambiente cloud. In pratica sostituisce i segreti statici, cioè le chiavi API, i token e le credenziali di account di servizio a lunga durata che si accumulano in ogni parco tecnologico, con identità crittografiche a vita breve che il workload porta con sé automaticamente. Si appoggia a SPIFFE e SPIRE per l'emissione dell'identità e a OAuth e OIDC per lo scambio delle credenziali. Per gli agenti emette un'identità verificata dell'agente e al tempo stesso conserva l'identità dell'utente tramite scambio di token attraverso i confini dei servizi.

La parte che conta per gli agenti: un agente di intelligenza artificiale agisce di propria iniziativa, richiama interfacce esterne e attraversa regolarmente i confini di fiducia. Una credenziale statica non può esprimere chi abbia chiesto l'azione, ma solo quale chiave sia stata usata. Separare l'identità propria dell'agente dall'autorità delegata della persona per cui agisce è la differenza fra una traccia di controllo che nomina un essere umano e una che nomina un segreto condiviso.

Gratis da adottare non vuol dire gratis da gestire

Il chief product and technology officer di Keyfactor, Gün Akkor, ha formulato la tesi nel modo più chiaro nell'annuncio: i clienti si bloccano nel mettere in sicurezza i workload perché è difficile sul piano operativo, non perché la tecnologia sia insufficiente. È un fornitore che descrive onestamente il proprio mercato, ed è anche la lettura corretta di entrambi gli annunci della giornata. Il collo di bottiglia non è mai stato la specifica. Il collo di bottiglia è emettere un'identità per ogni workload, rinnovarla a intervalli molto brevi, revocarla quando il workload muore e produrre la prova che tutto questo sia avvenuto.

La conseguenza per il bilancio: quando un controllo diventa uno standard aperto, il costo di licenza tende a zero mentre il costo operativo non si muove di un centimetro. Una squadra che legge uno standard gratuito come un controllo gratuito finanzierà il progetto pilota e non l'esercizio. I fornitori stanno comprando l'esercizio, perché è lì che sta il ricavo duraturo, e lo comprano da chi l'ha già fatto anziché costruirlo.

Ventun giorni dopo un miliardo di dollari

Keyfactor ha incassato oltre un miliardo di dollari da Summit Partners il 6 luglio. Ventun giorni più tardi, la prima cosa visibile fatta con un bilancio di quella taglia è stata comprare una società con sei dipendenti. Vale la pena fermarsi qui. Nulla in una squadra di sei persone suggerisce codice scarso: le implementazioni di una specifica aperta non sono scarse per definizione. Ciò che scarseggia è il numero di persone che hanno gestito l'identità dei workload in un ambiente di produzione e sanno dove si rompe.

Sì, però: un'acquisizione così piccola è anche opzionalità a buon mercato per un compratore delle dimensioni di Keyfactor, e sarebbe sbagliato leggerla come un verdetto ponderato sul mercato. Il fondatore, Matthew Bates, aveva cofondato Jetstack, acquisita da Venafi nel marzo 2020, quindi è la seconda uscita della stessa persona nello stesso strato. Ciò che va notato non è il prezzo. È che la competenza sull'identità delle macchine continua a essere assorbita da pochi fornitori di certificati invece di crescere in aziende indipendenti.

Che cosa mettere nel bilancio del prossimo anno

Tre voci, in quest'ordine. La prima, un inventario: quante identità non umane esistono nel vostro parco, quante conservano credenziali permanenti e quante non sono state riviste nell'ultimo anno. Non si finanzia un programma di rotazione contro un numero che non si possiede. La seconda, il costo di esercizio: qualcuno risponde con nome e cognome di emissione, rinnovo e revoca, e se oggi non è nessuno non lo sarà nemmeno dopo il pilota. La terza, la prova: NIS2 si attende controllo degli accessi e gestione delle vulnerabilità documentati, e l'identità a vita breve produce quel registro in modo continuo, mentre i segreti statici non ne producono alcuno.

In conclusione: l'apertura dello standard ha tolto la vostra scusa per aspettare, non l'obbligo di dotarlo di risorse. Se fra dodici mesi un revisore chiederà come un agente del vostro parco abbia dimostrato la propria identità, la risposta uscirà da ciò che avete finanziato quest'anno. Una specifica che non costa nulla da adottare non è la stessa cosa di un controllo che non costa nulla da mantenere.