Una norma decaduta, rianimata per via procedurale
Dal 2021 un regolamento UE temporaneo, noto come controllo delle chat 1.0, permetteva ai provider di messaggistica di scansionare volontariamente le chat private alla ricerca di materiale pedopornografico noto e di schemi di adescamento tramite IA e confronto hash. È scaduto il 3 aprile 2026, quando Consiglio e Parlamento non sono riusciti ad accordarsi per prorogarlo. Il 2 luglio 2026 gli Stati membri hanno adottato una posizione, per procedura scritta, per un regolamento formalmente nuovo ma nella sostanza identico, così da colmare il vuoto.
La norma riguarda i servizi che la maggior parte delle persone considera privati: app di messaggistica, webmail e chiamate su internet. I provider possono scansionare il contenuto e i dati di traffico, e i dati trattati devono essere cancellati al più tardi dodici mesi dopo un rilevamento, salvo che venga confermato un sospetto concreto. Il Consiglio lo presenta come uno strumento necessario per la protezione dei minori e per evitare un mosaico di regole nazionali.
Volontario per il provider non significa privato per te
Questa è la misura più leggera. La scansione obbligatoria e senza sospetto delle comunicazioni cifrate, nota come controllo delle chat 2.0, resta bloccata dalle resistenze in Parlamento. Ma la distinzione che conta per un imprenditore non è tra obbligatorio e volontario. È che il canale usato per affari riservati può di nuovo essere legittimamente scansionato dall'azienda che lo gestisce.
La tempistica è deliberata. La bozza viene messa all'ordine del giorno prima della pausa estiva, già in seconda lettura, dove può essere fermata o modificata solo da una maggioranza assoluta dei membri, una soglia difficile da raggiungere quando molti se ne sono già andati. La direzione del diritto UE va verso la normalizzazione della scansione dei contenuti dei canali su cui le imprese fanno affidamento.
Scegli il tuo canale, non ereditarlo
La riservatezza non è una funzione che puoi presumere da un'app consumer. Un imprenditore che gestisce trattative, questioni legali, discussioni del consiglio o decisioni sul personale tramite messaggistica mainstream lo sta ora facendo su un canale il cui stato di scansione è fissato da una politica, non da un contratto. La domanda di governance è semplice: sai su cosa viaggiano le tue conversazioni più sensibili, e lo hai scelto di proposito?
La sovranità su un canale di comunicazione è una decisione che un imprenditore prende una volta e con cui convive per anni. Servola aiuta gli imprenditori a mappare dove scorre davvero la loro comunicazione riservata, a valutare provider e architetture rispetto a requisiti reali e a mettere la riservatezza su basi che un voto procedurale non possa spostare in silenzio.
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