Una fotocamera e un getto integrati nel manico

Dyson ha presentato lo spazzolino CameraJet il 1° settembre 2026, mostrandolo al proprio stand alla IFA di Berlino, la fiera dell'elettronica di consumo che si tiene nella capitale tedesca dal 4 all'8 settembre. Nel manico è alloggiata una microfotocamera da 1 millimetro e 100.000 pixel che, secondo Dyson, cattura 28 immagini al secondo, mentre un sistema di apprendimento automatico chiamato Gap Optical Targeting individua gli spazi tra i denti dove la placca tende a formarsi per prima.

Non appena il sistema individua uno spazio, un getto conico vi spruzza dentro del collutorio a bassa schiuma entro 100 millisecondi: è ciò che Dyson presenta come un filo interdentale che agisce da sé, già durante la spazzolatura. Lo spazzolino offre inoltre tre intensità di spazzolamento, controlla l'usura della testina tramite un chip RFID e si collega via Wi-Fi e Bluetooth all'app MyDyson, cosicché chi lo usa può seguire in diretta le immagini dei propri denti e delle proprie gengive; Dyson precisa però che quelle immagini vengono cancellate dall'app subito dopo la visualizzazione, senza mai restare salvate né finire sul cloud.

419,99 sterline, 480 euro, 499,99 dollari: il prezzo nei tre mercati

Dyson ha fissato tre prezzi di lancio distinti per il set CameraJet: 419,99 sterline nel Regno Unito, confermato sul sito britannico ufficiale di Dyson; 480 euro in Germania, riportato dalla testata tecnologica tedesca Heise; e 499,99 dollari negli Stati Uniti, indicato sul sito statunitense ufficiale di Dyson. Ciascuno dei tre prezzi nazionali comprende lo stesso pacchetto, cioè il manico CameraJet, due testine, una base combinata di ricarica e rifornimento, un astuccio da viaggio e le dosi iniziali del dentifricio senza schiuma e del collutorio a bassa schiuma di Dyson.

MercatoPrezzoValuta
Regno Unito419,99GBP
Germania480EUR
Stati Uniti499,99USD

Nessuno dei tre prezzi copre una scorta a lungo termine di materiali di consumo: Dyson vende già dentifricio, collutorio e testine di ricambio in abbonamento in mercati come la Germania, il che aggiunge un costo ricorrente al prezzo di lancio.

Un premio duraturo o una tassa per chi arriva per primo

Il prezzo del CameraJet mette una cifra precisa su una domanda che ha accompagnato quasi ogni dispositivo di consumo etichettato come intelligenza artificiale quest'anno, cioè quanto valgano davvero, alla cassa, un sensore e un modello di apprendimento automatico. Una fotocamera, un algoritmo di targeting addestrato su centinaia di migliaia di immagini dentali e una pompa a getto di precisione compongono un meccanismo autenticamente nuovo dentro il manico; i prezzi fissati da Dyson nei tre mercati, però, collocano già questo meccanismo a circa tre o quattro volte il costo di un buon spazzolino sonico senza fotocamera negli stessi negozi.

Se questo premio reggerà è però una domanda diversa da quella se la tecnologia funzioni davvero. Precedenti ondate di hardware etichettato come intelligenza artificiale sono arrivate sul mercato con premi altrettanto alti, per poi essere scontate pesantemente non appena la novità è svanita e sono arrivati imitatori più economici; e uno spazzolino che richiede un proprio abbonamento a dentifricio e collutorio aggiunge un costo ricorrente sopra quello iniziale, il che alza l'asticella che il CameraJet deve superare per sembrare un premio duraturo, e non una tassa per chi arriva per primo, pagata una volta e rimpianta al successivo ricambio.