Rockstar risponde a una fuga di notizie con quattro citazioni

Rockstar Games e la sua casa madre, Take-Two Interactive, hanno presentato un'ondata di citazioni DMCA dopo che un gruppo che si fa chiamare Cyberleek ha diffuso una build giocabile di Grand Theft Auto VI. La fuga è emersa intorno al 18 agosto 2026 ed era accompagnata da un manifesto che critica i preordini, i contenuti scaricabili del primo giorno e l'abbandono dei supporti fisici, oltre a minacce riportate contro altri editori.

Gli atti giudiziari presso il Tribunale distrettuale statunitense per il Distretto Sud di New York, riportati per primi da Game Developer e confermati da Kotaku e TorrentFreak, indicavano inizialmente Microsoft e Discord come destinatari delle citazioni. Take-Two ha poi ampliato la richiesta a X, ex Twitter, e a YouTube, portando così a quattro il numero di società di piattaforme tenute a rispondere.

Una citazione che salta la causa legale

La Section 512(h) del Digital Millennium Copyright Act permette a un titolare di diritti d'autore di ottenere una citazione direttamente da un cancelliere del tribunale, senza dover prima presentare una causa per violazione del diritto d'autore contro la piattaforma o l'autore del post. Il meccanismo esiste appositamente per smascherare un titolare di account anonimo, così che il titolare dei diritti possa identificare chi perseguire.

Take-Two lo utilizza in modo molto ampio: la richiesta a Microsoft chiede registri investigativi interni legati alla persona di Cyberleek, compresi dettagli su un repository GitHub e account OneDrive collegati, mentre quella a X indica tre account, cyberleek_ar_io, cyberleekario e MrCyberLeek, e chiede ID account, e-mail di registrazione, log di accesso IP, numeri di telefono e identificativi dei dispositivi a partire dal 1° giugno. Tutte e quattro le citazioni condividono la stessa scadenza: il 4 settembre 2026.

Un manifesto scritto per un pubblico globale

Il manifesto di Cyberleek critica pratiche degli editori che frustrano i giocatori ben oltre gli Stati Uniti, indicando i preordini, i DLC del primo giorno e l'abbandono dei supporti fisici come prove di un settore che tratta gli acquirenti come un mercato prigioniero più che come clienti. Queste lamentele si leggono però come rimostranze generiche del settore, non come qualcosa di specifico al modo in cui i videogiochi vengono venduti in Nord America.

I giocatori europei e britannici acquistano edizioni in preordine e DLC del primo giorno alle stesse condizioni, e la critica li riguarda altrettanto direttamente. La risposta legale di Take-Two, però, non affronta affatto la lamentela globale del manifesto; risponde piuttosto a una domanda più circoscritta, quella di quali società detengano registri che un tribunale statunitense può obbligarle a produrre.

Quattro piattaforme, un'unica richiesta di registri

Le citazioni di Rockstar prendono di mira quattro società di piattaforme, ciascuna in possesso di una porzione diversa dell'impronta digitale dell'autore anonimo del post. Messe una accanto all'altra, mostrano con chiarezza cosa chiede davvero ciascuna richiesta.

PiattaformaRegistri RichiestiAccount/Elementi Nominati
MicrosoftRegistri investigativi interni sulla persona CyberleekUn repository GitHub e account OneDrive collegati
DiscordRegistri di account e server legati alla diffusione del leakServer collegati al leak, incluso quello di un creator estraneo ai fatti
X (Twitter)ID account, e-mail di registrazione, log IP, numero di telefono, identificativi dei dispositivicyberleek_ar_io, cyberleekario, MrCyberLeek
YouTubeRegistri personali per identificare chi ha caricato il videoUn video e tre canali: CyberLeeks, Surfer24k, Cyberleek_ar_io

Ogni società di quell'elenco è costituita negli Stati Uniti, ed è proprio per questo che un unico ordine del tribunale del Distretto Sud di New York può raggiungerle tutte e quattro insieme. Un'azienda costituita al di fuori della giurisdizione statunitense non risponderebbe però alla stessa citazione, indipendentemente dai registri che possedesse.

Perché la giurisdizione della piattaforma, non il contenuto del leak, decide l'applicazione della legge

Il meccanismo della citazione raggiunge Microsoft, Discord, X e YouTube perché tutte e quattro le società sono costituite negli Stati Uniti e rispondono a un tribunale statunitense, non per qualcosa di eccezionale nel contenuto trapelato in sé. Non si tratta di discutere se il leak sia autentico. Si tratta piuttosto di mostrare quali strumenti legali funzionano contro un account anonimo, e quali no.

Chi avesse pubblicato tramite un forum ospitato nell'UE, o tramite un'azienda costituita al di fuori della giurisdizione statunitense, non sarebbe raggiungibile con una citazione ai sensi della Section 512(h), per quanto simile potesse apparire il leak. Per i lettori dell'UE e del Regno Unito, la lezione va ben oltre il mondo dei videogiochi: il paese in cui una piattaforma è costituita decide se un titolare di diritti, un regolatore o chiunque altro possa obbligarla a identificare chi ha pubblicato qualcosa, molto prima che il contenuto in questione venga anche solo valutato.