Il divieto che gli veniva attribuito

Il 27 luglio Anthropic ha pubblicato la propria posizione sui modelli a pesi aperti, e la prima cosa che fa è respingere l'argomento che i suoi critici le avevano assegnato. Dario Amodei scrive che Anthropic non ha mai sostenuto un divieto dei modelli a pesi aperti. I modelli rilasciati senza capacità pericolose, afferma la posizione, sono utili a imprese, sviluppatori e ricercatori a un costo modesto oltre alla potenza di calcolo necessaria per farli girare. Sulle proposte di vietare in modo specifico i modelli aperti cinesi è ancora più netto: i divieti protezionistici non risolverebbero il problema di sicurezza nazionale che egli davvero individua.

La tempistica affila il quadro. Tre giorni prima, venticinque aziende tecnologiche statunitensi avevano scritto al Congresso chiedendogli di evitare restrizioni premature sui pesi aperti, una lettera in cui Anthropic non compariva tra i firmatari citati per nome. La società ha ora risposto alla stessa domanda in un proprio documento, e la risposta non è né quella del settore né quella dei sostenitori del divieto. È una terza posizione, ed è la terza posizione ad avere conseguenze per chiunque operi in Europa.

Tre richieste, e una sola riguarda i pesi

La posizione avanza tre raccomandazioni. Non vendere chip potenti né apparecchiature per la produzione di chip a Stati autoritari, e perseguire le rotte di contrabbando attraverso cui arrivano comunque. Reprimere la distillazione su scala industriale, cioè l'addestramento di un modello più economico sulle uscite di uno più forte, pratica che secondo Amodei consente a un concorrente di costruire modelli migliori di quanto la sua fornitura di chip dovrebbe permettere. E sottoporre tutti i modelli sufficientemente capaci, aperti e chiusi allo stesso modo, a test di sicurezza obbligatori prima del rilascio, riguardanti rischi informatici, biologici e di allineamento.

Osservate che cosa fa la richiesta centrale alla prima. Se la distillazione può colmare un divario di capacità in pochi mesi, allora il download non è il punto di controllo e non lo è mai stato. Limitare chi possa pubblicare i pesi serve a poco finché la capacità si può ricostruire dalle uscite di un modello che chiunque può interrogare tramite un'interfaccia. Quel ragionamento sposta la superficie di applicazione dal download alle condizioni d'uso, un luogo assai più prosaico e assai più vicino a dove si colloca un'impresa qualsiasi.

L'Europa accende la stessa idea fra cinque giorni

Leggete la terza richiesta contro il calendario europeo e l'argomento smette di essere ipotetico. Gli obblighi per i fornitori di modelli di IA per finalità generali si applicano ai sensi del regolamento sull'IA da agosto 2025, ma i poteri della Commissione di vigilare su quei fornitori e di agire nei loro confronti decorrono dal 2 agosto 2026. Da quella data la Commissione può richiedere documentazione, condurre proprie valutazioni di un modello, imporre misure di conformità, limitare un modello sul mercato, ordinarne il richiamo o il ritiro e comminare sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3 per cento del fatturato annuo mondiale. I fornitori di modelli designati a rischio sistemico sopportano doveri ulteriori, fra cui la valutazione del modello e la segnalazione degli incidenti gravi.

È, sul piano della struttura, esattamente il regime che Anthropic chiede a Washington di costruire. La differenza sta nel fatto che la versione americana è una proposta contenuta in un articolo aziendale e quella europea è un potere di applicazione che si accende domenica prossima. Per un imprenditore a Francoforte, Milano o Manchester la lettura pratica non è che un regime di test stia arrivando. È che vi siete già dentro mentre il dibattito sull'opportunità di averne uno prosegue dall'altra parte dell'Atlantico.

Dove un imprenditore resta davvero incastrato

La trappola non è la sanzione, che colpisce i fornitori e non le aziende che ne utilizzano i modelli. La trappola è il confine fra le due figure. Ai sensi del regolamento sull'IA gli obblighi gravano sul fornitore di un modello per finalità generali, e un'azienda che prende pesi aperti e li mette a punto in modo sostanziale può diventare fornitrice di quel modello modificato a pieno titolo. La mossa che la maggior parte degli imprenditori compie per la ragione più solida immaginabile, ospitare in proprio un modello aperto per sfuggire ai prezzi e al vincolo di un fornitore, è precisamente quella che può spostarli da utilizzatori a soggetti regolati. Nessuno manda una lettera quando ciò accade.

Fate quindi due cose prima che la data trascorra. Rivolgete una domanda scritta a ogni fornitore che vi consegna un modello per finalità generali, chiedendo se si tratti come fornitore ai sensi del regolamento e se il suo modello sia designato a rischio sistemico, perché quella risposta determina quale documentazione potete pretendere e che cosa accade al vostro servizio se la Commissione limita il modello. Poi guardate alla vostra messa a punto. Se il vostro gruppo ha adattato pesi scaricati e ha portato il risultato in produzione, stabilite ora se avete varcato la soglia del fornitore, perché la risposta onesta è più facile da attuare a luglio che da spiegare più avanti.