Due Iniziative, un'Unica Diagnosi

La Commissione europea ed ENTSO-E hanno lanciato due iniziative a Bruxelles il 3 giugno 2026, entrambe rivolte allo stesso problema di fondo: la domanda dei data center IA cresce più velocemente di quanto il processo di pianificazione della rete sia stato costruito per gestire. La prima, una Data Center Integration Initiative, ha riunito 14 associazioni industriali europee che hanno firmato una Dichiarazione d'Intenti, insieme a sei aziende che hanno firmato una Dichiarazione di Sostegno separata, impegnandosi tutte a lavorare su un modello comune per integrare i data center nella pianificazione nazionale della rete. La seconda, AI.grids, è un consorzio di 48 partner che sta costruendo il primo modello fondativo di IA paneuropeo per gestire la rete stessa.

L'accoppiata non è un caso. Bruxelles affronta lo stesso collo di bottiglia da entrambi i lati contemporaneamente: portare i data center nella conversazione di pianificazione abbastanza presto perché un nuovo campus non diventi un carico a sorpresa che nessuno ha messo a bilancio, e usare l'intelligenza artificiale perché la rete stessa venga gestita in modo più intelligente e veloce, dato che è proprio la tecnologia che mette sotto pressione la rete quella a cui l'Europa chiede ora di aiutare a governarla.

Quattordici Associazioni si Impegnano su un Percorso Comune

La Dichiarazione d'Intenti è stata firmata da 14 associazioni europee che coprono entrambi i lati del rapporto tra rete e data center: European Data Centre Association, ENTSO-E, EU DSO Entity, E.DSO, Eurelectric, GEODE, SolarPower Europe, WindEurope, nucleareurope, Energy Storage Europe, Flow Batteries Europe, T&D Europe, CurrENT ed Euroheat and Power. Il loro impegno è cooperare allo sviluppo di un modello UE per accordi tripartiti tra gestori di data center, gestori di rete elettrica e autorità pubbliche, sostituendo l'attuale mosaico di negoziati nazionali ad hoc con qualcosa di più vicino a un modello condiviso.

Sei aziende hanno firmato in parallelo una Dichiarazione di Sostegno, appoggiando lo stesso approccio tripartito dal lato della domanda. Per un operatore, il cambiamento pratico è che un allaccio alla rete smette di essere una trattativa bilaterale con un singolo gestore di trasmissione o distribuzione e diventa un esercizio di pianificazione a tre, che include anche l'autorità pubblica che concede i permessi, più lento da avviare ma pensato per produrre un impegno di allaccio che regga davvero.

Un Modello di IA per Gestire la Rete che il Boom dell'IA Sta Mettendo Sotto Pressione

AI.grids riunisce 48 partner, tra cui gestori di rete, istituti di ricerca e aziende tecnologiche, sotto la guida del Fraunhofer Center Digital Energy, per costruire un modello fondativo di IA europeo e sovrano dedicato alla gestione della rete. Il consorzio comprende l'organizzazione non profit CRESYM, le associazioni E.DSO, ENTSO-E e T&D Europe, 12 gestori di trasmissione, sei gestori di distribuzione, 21 organizzazioni di ricerca e cinque aziende. L'obiettivo dichiarato è previsione, gestione della congestione e resilienza della rete su un modello costruito e controllato in Europa, invece che su infrastrutture di fornitori privati dominanti esterni.

Il finanziamento arriva per fasi. I partner hanno stanziato 2,5 milioni di euro per avviare il progetto, a cui si aggiungono bandi dedicati di Orizzonte Europa che aprono 30 milioni di euro nel 2026 e 20 milioni di euro nel 2027. I modelli proof-of-concept dovranno essere testati nel primo trimestre del 2027, con i primi modelli operativi previsti entro la fine del 2027, quindi qualsiasi proprietario che conti su questo livello di IA per alleggerire la congestione sul proprio allaccio dovrebbe guardare a un orizzonte non prima del 2028.

Le Due Iniziative a Confronto

Messe a confronto, le due iniziative si distinguono chiaramente su un asse: chi viene organizzato e verso quale tipo di risultato.

IniziativaPartecipantiCoordinata daProssima Tappa
Data Center Integration Initiative14 associazioni (Dichiarazione d'Intenti) più 6 aziende (Dichiarazione di Sostegno)Commissione europea (DG ENER) ed ENTSO-EModello di accordo tripartito in sviluppo
AI.grids48 partner: CRESYM, E.DSO, ENTSO-E e T&D Europe, 12 gestori di trasmissione, 6 gestori di distribuzione, 21 organizzazioni di ricerca e 5 aziendeFraunhofer Center Digital EnergyModelli proof-of-concept entro il primo trimestre 2027; primi modelli operativi entro fine 2027

Entrambi gli sforzi rispondono allo stesso ombrello politico, la Strategic Roadmap for Digitalisation and AI in Energy della Commissione, lanciata nella stessa settimana del più ampio Tech Sovereignty Package, così che un proprietario che segue una delle due segue di fatto anche l'altra.

Perché la Coda è Già Lunga Anni

Lo stesso rapporto di ENTSO-E del maggio 2026, 'Data Centres and the Power System,' ha rilevato che l'accesso all'elettricità è ormai la sfida più citata dai gestori europei di data center, davanti a conformità normativa e permessi messi insieme. La domanda elettrica totale dei data center in Europa dovrebbe crescere di oltre il 50 per cento tra il 2025 e il 2030, trainata soprattutto dall'espansione hyperscale e di colocation concentrata in un pugno di poli metropolitani. I tempi di allaccio, secondo il rapporto, vanno già da pochi anni a oltre un decennio nelle regioni congestionate, soprattutto nelle città FLAP-D di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino.

L'Irlanda è l'esempio vivo più netto. Il regolatore di Dublino ha bloccato per anni i nuovi allacci alla rete per i data center nella regione, prima di pubblicare a dicembre 2025 una nuova politica che riapre la coda solo per i progetti che installano generazione o batterie proprie in grado di coprire l'intera domanda, si posizionano in zone di rete non congestionate e coprono almeno l'80 per cento del consumo elettrico annuo con investimenti irlandesi in rinnovabili. Ecco cosa significa già in pratica una versione nazionale dei 'requisiti minimi di allaccio', ed è la direzione che l'iniziativa a livello UE sta ora cercando di generalizzare prima che ogni Stato membro improvvisi una propria variante.

Cosa Dovrebbero Davvero Mettere a Bilancio i Proprietari

I requisiti di allaccio ora in discussione a livello UE, tratti dal documento di posizione di ENTSO-E del dicembre 2025, riguardano il comportamento di fault ride-through, la capacità di sostenere variazioni della frequenza (RoCoF), il controllo della velocità di variazione del carico, il controllo di tensione e potenza reattiva, lo smorzamento delle oscillazioni e il ripristino controllato della potenza attiva dopo un guasto. Nessuno di questi era finora un obbligo standard per i grandi allacci di domanda, perché i codici di rete sono stati scritti per carichi industriali prevedibili, non per carichi governati da software capaci di scaricare centinaia di megawatt in millisecondi.

Per un proprietario che pianifica di costruire, ampliare o affittare capacità IA nella UE, la lettura pratica riguarda i tempi. Il Cloud and AI Development Act, che si prevede arrivi quest'anno alla negoziazione tra Parlamento e Consiglio, punta ad almeno triplicare la capacità di data center della UE entro cinque o sette anni e offre allacci prioritari e tariffe di rete ridotte ai progetti che rispettano i suoi criteri di efficienza e sostenibilità. Ma il regolamento di allaccio che decide chi ottiene davvero un collegamento rapido alla rete si sta scrivendo adesso, attraverso iniziative come questa, non quando entrerà in vigore il CADA stesso. Un progetto per il 2027 o il 2028 che dia per scontati i tempi di allaccio odierni sta pianificando contro una coda che Bruxelles ha appena iniziato a provare a sbloccare.