La domanda che Meta ha appena presentato
Edge Cable Holdings USA LLC, controllata al cento per cento di Meta Platforms, ha chiesto il 17 agosto 2026 alla Federal Communications Commission una licenza di approdo per un nuovo cavo transatlantico chiamato Aurora, che collegherebbe Manasquan, nel New Jersey, a Blaabjerg, in Danimarca.
Una domanda indipendente sul lato danese conferma il progetto: Arelion Denmark A/S, proprietaria della stazione di approdo di Blaabjerg, ha chiesto nel gennaio 2026 al Kystdirektoratet danese (l'Autorità costiera danese) il permesso di portare Aurora a terra, descrivendolo come "a planned subsea fibre optic telecommunication cable ... linking the United States and Denmark", con una lunghezza totale di circa 7.269 chilometri, una cifra che coincide con quella comunicata separatamente da Meta alla FCC.
Aurora in numeri
Aurora è progettato per percorrere circa 7.268 chilometri tra i suoi due punti di approdo, con 24 coppie di fibre, ciascuna pensata per una capacità di progetto di circa 20,7 terabit al secondo, per una capacità complessiva di sistema vicina ai 497 terabit al secondo.
| Dato | Aurora |
|---|---|
| Rotta | Manasquan, New Jersey (USA) - Blaabjerg, Danimarca |
| Lunghezza | circa 7.268 km |
| Coppie di fibre | 24 |
| Capacità di progetto per coppia | circa 20,7 Tbps |
| Capacità di progetto totale | circa 497 Tbps |
| Data della domanda alla FCC | 17 agosto 2026 |
| Licenza richiesta entro | novembre 2026 |
| Entrata in servizio prevista | 15 gennaio 2028 |
Meta chiede alla FCC di concedere la licenza entro novembre 2026 per rispettare l'obiettivo di gennaio 2028, secondo la domanda, un margine stretto ma non inusuale per un progetto di questa portata.
Perché Blaabjerg, perché ora
Blaabjerg non è un indirizzo nuovo per le ambizioni sottomarine di Meta: l'azienda vi fa già approdare il cavo Havfrue, costruito insieme ad Aqua Comms, Google e Bulk Infrastructure ed entrato in servizio nel 2020, e la domanda per Aurora propone di riutilizzare i condotti di perforazione orizzontale guidata e le infrastrutture di spiaggia già esistenti sul posto invece di costruirne di nuovi.
La costa occidentale della Danimarca è diventata uno dei corridoi di data center più concentrati d'Europa, favorito da una rete elettrica ricca di energia eolica, e una linea diretta ad alta capacità che approda al centro di quel corridoio dà alle strutture di Meta il primo accesso alla nuova capacità prima che qualsiasi altro acquirente possa anche solo guardarla.
Da capacità affittata a rete propria
Aurora prolunga uno schema già visibile in altre domande sottomarine di Meta, tra cui il cavo Bifrost nel Pacifico e il progetto Waterworth, di portata globale, annunciato da Meta nel 2025: l'azienda costruisce e possiede sempre più spesso capacità transatlantica propria invece di acquistare banda all'ingrosso dai consorzi delle telco.
Presentato come sistema non a operatore comune (non-common carrier), nella stessa struttura usata da Meta per Bifrost, Aurora permetterebbe a Meta di riservare prima la capacità alla propria piattaforma e di offrire a terzi solo coppie di fibre negoziate singolarmente, un assetto che mantiene privati prezzi e condizioni di accesso invece di pubblicarli.
Cosa significa per gli operatori europei
Le aziende europee che affittano banda transatlantica o negoziano accordi di peering e transito trattano sempre più spesso con controparti che stanno anche costruendo una propria capacità parallela, riservata prima al proprio uso - una dinamica che si sente anche a Milano, dove il nodo di interconnessione MIX smista gran parte del traffico internet italiano.
Gli operatori che dipendono da banda sottomarina affittata verso il corridoio dei data center danese dovrebbero considerare la scadenza di licenza richiesta per novembre 2026 come una data da monitorare, perché le coppie di fibre che Meta non riserva alla propria piattaforma hanno più probabilità di arrivare sul mercato come dark fiber negoziata singolarmente che come capacità venduta allo stesso modo a chiunque.
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