Cosa ha annunciato davvero Nintendo

Nintendo ha comunicato ai negozi europei che da metà febbraio 2027 smetterà di fornire Nintendo Switch, Switch Lite e Switch OLED, e che la vendita di tutte e tre nello store ufficiale Nintendo in Europa terminerà nella stessa data. Nella sua dichiarazione l'azienda ha fissato il momento senza giri di parole: da metà febbraio 2027, quasi dieci anni dopo il lancio di Nintendo Switch nel marzo 2017, non venderà più ai negozi hardware della famiglia di sistemi Nintendo Switch. La Switch originale ha venduto 155,92 milioni di unità nel mondo dal 2017, il che ne fa uno dei dispositivi di consumo più venduti mai tolti di proposito dagli scaffali di un intero continente.

L'eccezione rivela la causa. Nintendo ha chiarito in modo esplicito che il ritiro riguarda solo l'Europa, affermando che intende continuare a vendere Nintendo Switch nelle regioni fuori da Nintendo of Europe. Un'azienda non ritira un prodotto in un mercato e lo tiene in tutti gli altri perché la domanda è sparita in quell'unico posto. Lo fa perché una norma locale ha reso impossibile la vendita, e quella norma entra in vigore in una data che coincide quasi esattamente con l'uscita di Nintendo.

La legge dietro l'uscita

La norma è il Regolamento UE sulle batterie, formalmente il Regolamento 2023/1542. Dal 18 febbraio 2027 il suo articolo 11 impone che le batterie portatili siano rimovibili e sostituibili dall'utente finale con attrezzi di uso comune, senza solventi, calore o kit proprietari, e obbliga i produttori a tenerle disponibili come ricambio a un prezzo equo per almeno cinque anni dopo la vendita dell'ultima unità. Un telefono, un portatile, un paio di auricolari o una console immessa sul mercato UE dopo quella data deve permettere al proprietario di cambiare la cella. La Switch originale è stata progettata nel 2016 attorno a una batteria sigillata dietro la scheda madre; adeguarla alla norma vorrebbe dire riprogettare lo chassis di un prodotto a fine vita.

Di fronte a questa scelta, Nintendo ha fatto i conti e ha preferito il ritiro alla riprogettazione. Ricostruire una console di otto anni per una cella sostituibile e poi garantire cinque anni di batterie di ricambio costa più di quanto valgano le vendite europee rimaste, soprattutto con la Switch 2 che già porta avanti la linea. Lasciar scadere il modello in una regione è la risposta più economica, e questo calcolo, non un calo di domanda, sta togliendo la Switch dagli scaffali europei.

La scadenza che ora condivide ogni venditore di hardware

Al di là della console, questa è un'anteprima. Ogni azienda che immette un prodotto a batteria sul mercato UE affronta ora lo stesso bivio alla stessa data: riprogettare il dispositivo perché il proprietario cambi la cella con attrezzi comuni, o ritirare il modello prima del 18 febbraio 2027. I prodotti di punta con anni davanti verranno riprogettati, perché il mercato è troppo grande da abbandonare. I prodotti a fine vita verranno ritirati in silenzio, proprio come la Switch, perché la riprogettazione e la garanzia di cinque anni di ricambi costano più di quanto renda la coda delle vendite. La regola smista un catalogo in tenere e tagliare, e lo fa su un calendario fisso invece che sulla domanda.

Il costo cade in due punti che un operatore può già pianificare. Uno è la distinta base e l'attrezzaggio, perché uno sportello batteria riparabile, viti al posto della colla e una procedura di sostituzione documentata aggiungono costo unitario e tempo di progetto. L'altro è la catena dei ricambi, perché l'obbligo dei cinque anni trasforma ogni modello conforme in un impegno di lungo periodo a tenere e spedire celle. Chi aspetta il 2027 per fare questi conti deciderà sotto pressione quali prodotti eliminare; chi li fa ora può ancora scegliere quali salvare.