Un dirigente con due datori di lavoro e un solo patrimonio di segreti industriali

La procura federale belga ha posto in custodia cautelare un cittadino di 52 anni con doppia nazionalità cinese e belga, sospettato di spionaggio, accusandolo di aver trasferito tecnologia sui chip al nitruro di gallio da Belgan, il produttore belga di semiconduttori dove ricopriva un ruolo dirigenziale nella ricerca, verso un concorrente cinese che dirigeva contemporaneamente. È stato arrestato a maggio 2026 all'aeroporto di Bruxelles-Zaventem, secondo i magistrati, mentre si preparava a imbarcarsi su un volo per Pechino.

Belgan costruiva chip di potenza al nitruro di gallio, semiconduttori usati dove il silicio tradizionale diventa troppo caldo o troppo lento, tra cui invertitori per veicoli elettrici, sistemi di potenza aerospaziali ed elettronica militare. L'azienda è fallita nel luglio 2024, mettendo a rischio circa 400 posti di lavoro, e investitori cinesi hanno poi acquisito una quota nominando propri dirigenti. Il sospettato, secondo i magistrati, avrebbe usato l'accesso garantito dal suo ruolo per portare all'estero la proprietà intellettuale specializzata di Belgan.

L'azienda rivale non esisteva finché non gli è servita

È la tempistica a rendere questo caso più di una semplice fuga di notizie. Secondo i magistrati belgi, il sospettato era al contempo direttore di GaNkool, un'azienda con sede a Hong Kong che produce la stessa classe di chip al nitruro di gallio di Belgan. GaNkool è stata fondata appena pochi mesi dopo il suo ingresso in Belgan, finanziata da un fondo d'investimento cinese, secondo i magistrati.

La procura federale lo ha detto chiaramente: le indagini potrebbero indicare il trasferimento illecito all'estero di proprietà intellettuale specializzata e segreti industriali relativi alla produzione di chip al nitruro di gallio. Il sospettato deve rispondere di spionaggio, partecipazione a un'organizzazione criminale, appropriazione indebita di beni aziendali e divulgazione illecita di segreti industriali. Respinge tutte le accuse, e un secondo sospettato nel caso resta latitante. L'ambasciata cinese in Belgio non ha risposto alle richieste di commento.

Il fallimento è proprio il punto in cui i controlli sulla sovranità dei chip smettono di guardare

I regimi europei di controllo delle esportazioni e di vaglio degli investimenti esteri sono pensati per sorvegliare aziende solventi e operative: chi acquista una quota, chi siede nel consiglio, quale tecnologia attraversa un confine in un accordo commerciale vivo. Un'azienda fallita è un animale diverso. Dopo il crollo di Belgan nel 2024, proprietà intellettuale, personale e licenze sono passati attraverso l'amministrazione fallimentare, un processo costruito attorno ai creditori e al recupero degli attivi, non al rischio di trasferimento tecnologico.

Niente in questo caso ha richiesto un'intrusione informatica o una credenziale rubata. Il sospettato aveva già l'accesso che il suo ruolo gli garantiva. Ciò che è cambiato è stato il pubblico a cui poteva venderlo, e quanto poco controllo aggiuntivo attira un'azienda in amministrazione rispetto a una che opera ancora normalmente. Quel vuoto, non un exploit tecnico, è ciò che ha permesso a una tecnologia di chip a duplice uso di migrare verso un rivale straniero finanziato appositamente per lo scopo.

Cosa significa per qualsiasi azienda europea di deep tech in difficoltà finanziaria

L'insolvenza è esattamente il momento in cui un'azienda europea che detiene tecnologia sensibile a duplice uso è meno attrezzata per difenderla. I curatori si concentrano sul massimizzare il recupero per i creditori, non sul verificare la lealtà dei ricercatori che conservano ancora conoscenza istituzionale e accesso ai sistemi. Il caso Belgan suggerisce che i protocolli di protezione della proprietà intellettuale, non solo la sicurezza fisica o informatica, devono sopravvivere all'insolvenza di un'azienda, compreso il controllo del personale che ricopre o assume ruoli paralleli presso concorrenti stranieri. In Italia, dove STMicroelectronics resta il principale polo nazionale nella potenza a semiconduttore, questo tipo di vuoto pesa allo stesso modo su qualunque fornitore che tratti proprietà intellettuale sensibile.

Per i proprietari di aziende hardware o di chip ad alta intensità di capitale ovunque nell'UE, la lezione pratica è trattare la procedura di insolvenza come un evento di sicurezza a se stante: congelare e verificare l'accesso ai segreti industriali prima che inizi l'amministrazione, non dopo che un dirigente è già salito su un aereo.

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