Due annunci usciti in un solo comunicato

Il 23 luglio Amnon Shashua ha pubblicato un trimestre sopra le attese e la notizia che intende lasciare il posto che occupa da 27 anni. Mobileye ha dichiarato ricavi trimestrali di 508 milioni di dollari contro un consenso vicino a 481 milioni, un utile rettificato di 19 centesimi per azione dove gli analisti si aspettavano 6, e un risultato operativo rettificato di 155 milioni, il 46 per cento in più dei 106 milioni dell'anno precedente. Poi ha detto che uscirà dal business dei componenti che ha costruito per gestire un proprio servizio di robotaxi. Il titolo è scivolato del 17 per cento, a 7,28 dollari.

Perché conta: chi legge i titoli ha visto un risultato oltre le attese e una previsione alzata. Chi ha letto il documento intero ha visto un'azienda che avvisa di un trimestre con ricavi in calo, il cui miglioramento dell'utile è una scrittura fiscale e il cui fondatore si sposta nella parte del business che ancora non vende nulla. Tre fatti che puntano nella stessa direzione, pubblicati insieme, e il prezzo li ha trovati in un giorno.

L'88 per cento è arrivato da Gerusalemme, non dai clienti

Durante il trimestre Israele ha approvato la sua legge per la promozione e l'incentivazione della ricerca e sviluppo del 2026, valida dall'inizio dell'anno, così Mobileye ha contabilizzato due trimestri di sgravio in una volta. La società ha rilevato circa 110 milioni di dollari di beneficio secondo gli US-GAAP e 93 milioni in termini rettificati a fronte dei costi di ricerca del secondo trimestre. È questo il motore del rialzo: la previsione annuale di utile operativo rettificato è passata a un valore centrale di 395 milioni di dollari da 210 milioni, più 88 per cento, mentre la previsione di ricavi si è mossa appena, da una forbice di 1,935-2,015 miliardi a 1,97-2,02 miliardi.

La prova sta nell'altra riga. Lo stesso giorno il valore centrale della perdita operativa attesa secondo gli US-GAAP è migliorato del 4 per cento. Un cambio di passo reale nel business migliora entrambe le misure. Un credito d'imposta migliora soprattutto quella che lo esclude meno. Mobileye si attende 180-200 milioni di dollari di beneficio rettificato dalla legge sull'intero anno e lo definisce sostenibile, senza scadenza scritta nel testo: sono dunque soldi veri e non un artificio contabile. Solo che non sono un risultato commerciale, e chi li ha registrati come tali ha valutato male l'azienda.

Sì, però il business operativo è davvero migliorato

Togliendo il recupero contabile, il primo semestre è migliorato comunque: il margine operativo rettificato ha raggiunto il 23 per cento, sei punti sopra l'anno precedente. Le unità consegnate sono salite del 3 per cento, e i 10 milioni di unità EyeQ hanno battuto di oltre otto punti percentuali la produzione dei dieci maggiori clienti: è il numero che dice che Mobileye sta guadagnando contenuto per auto e non sta soltanto seguendo il mercato. Ogni lettura onesta deve riconoscerlo.

La pressione sta sopra la riga operativa. L'utile lordo è calato del 7 per cento a 235 milioni di dollari e il margine lordo è scivolato di 354 punti base al 46 per cento, perché i prezzi medi di vendita sono scesi mentre i costruttori cinesi esportavano di più. La forma è quindi quella di un'azienda con ricavi piatti che vende più unità a prezzi più bassi e trasforma il tutto in un margine rettificato più ampio, in parte per disciplina sui costi e in larga parte per una legge. Un trimestre difendibile con un titolo fragile.

Il vostro fornitore ha appena dichiarato di volere il vostro mercato

Nel 2027 Mobileye lancerà un servizio di robotaxi completamente integrato in almeno una città americana, partendo da 100-200 veicoli, e ha pubblicato i conti per unità: circa 125.000 dollari di ricavo annuo per veicolo contro un costo per veicolo sotto i 100.000. Dice che i primi 10.000-20.000 veicoli usciranno dagli 1,2-1,3 miliardi di dollari che già detiene più circa 350 milioni l'anno di flusso di cassa operativo. Per un fornitore che vende sistemi di assistenza a Volkswagen e alla sua controllata di navette MOIA, quella è la decisione di diventare operatore nello stesso settore dei propri clienti. A Torino o a Melfi, dove si assemblano auto per gruppi che comprano questa tecnologia, il comunicato si legge in modo diverso che in Borsa.

In conclusione: l'acquisto a gennaio di Mentee, la società di robotica umanoide dello stesso Shashua, per 900 milioni di dollari si legge ora come la mappa e non come una scommessa laterale. Non va in pensione. Si sposta sulla robotica e sulla tecnologia di lungo periodo mentre un amministratore delegato assunto guida il business automobilistico, e questo vi dice dove il consiglio colloca il prossimo decennio. Intel, che ha comprato Mobileye per 15,3 miliardi di dollari nel 2017 e ne è rimasta il maggiore azionista dopo il ritorno in Borsa del 2022, segue quella svolta, che l'avesse pianificata o no.

Tre cose da controllare prima della prossima verifica sui fornitori

Primo: quando un fornitore alza la previsione annuale di utile e abbassa quella del trimestre in arrivo, scoprite su quale riga vive il rialzo prima di rinegoziare qualcosa contando su di esso. Un miglioramento guidato dal fisco non dice nulla sul potere di prezzo di quel fornitore, sulla sua disponibilità a tenere il vostro sconto o sulla sua capacità l'anno prossimo. Secondo: trattate un passaggio di consegne senza successore designato come una domanda aperta sulla continuità della tabella di marcia che state comprando, e fatevi mettere per iscritto gli impegni su quella tabella mentre la ricerca è ancora in corso.

Terzo, e specifico di questo caso: se la vostra attività dipende da un fornitore che ha annunciato di voler operare nel vostro mercato, andate a leggere che cosa dice il contratto in proposito. Gran parte degli accordi di fornitura scritti per un rapporto di componentistica non prevede che il fornitore diventi concorrente, e il momento per accorgersene non è quello del lancio della flotta. Mobileye ha comunicato la sua intenzione due anni e mezzo prima della data del servizio, che è più preavviso di quanto ne riceva la maggior parte delle imprese.