Cosa vieta davvero il testo adottato

La Commissione Europea ha adottato il 17 settembre 2026 l'EU Kids Act, formalmente EU Keeping Internet Digital Spaces Accountable and Trustworthy, COM(2026) 681 final, ai sensi dell'articolo 114 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea. Il testo va oltre le norme sui social media che avevano dominato la copertura precedente della proposta: interviene direttamente nel design dei videogiochi. I giochi non possono più esporre i minori a loot box o prodotti simili con esiti casuali o imprevedibili, che secondo la proposta hanno un'associazione ben documentata con comportamenti compulsivi legati al gioco d'azzardo. I giochi non possono nemmeno esporre i minori a funzioni che minano la decisione di smettere di giocare, né premiare l'accesso a intervalli regolari o penalizzare la mancata connessione regolare, il meccanismo alla base della maggior parte dei bonus giornalieri di accesso.

L'età stessa deve essere verificata, non dichiarata. La proposta richiede soluzioni certificate e indipendenti dalla piattaforma, tra cui un'app UE gratuita per la verifica dell'età, con l'obiettivo a più lungo termine del Portafoglio Europeo di Identità Digitale, che usa la tecnologia della prova a conoscenza zero cosicché una piattaforma confermi l'età senza vedere altri dati identificativi. I giochi affrontano anche restrizioni sui collegamenti verso altri servizi e devono garantire che qualsiasi chatbot IA integrato in un gioco non si attivi automaticamente e possa essere disattivato facilmente.

Perché conta: il PEGI è messo alla prova

Meccanica di giocoStato nel testo adottato
Loot box e sistemi di ricompensa casuale per i minoriVietate esplicitamente nel testo legale operativo
Bonus per accessi consecutivi e penalità per mancato accessoVietati come meccaniche di coinvolgimento che minano la decisione di un minore di smettere
Verifica dell'età autodichiarataNon più sufficiente; richiesta verifica dell'età certificata e indipendente
Il sistema di classificazione esistente del PEGIIndicato come possibile parametro di conformità, condizionato al livello di protezione richiesto

Quest'ultima riga è quella da tenere d'occhio. Le bozze trapelate in precedenza lasciavano ambiguo il trattamento delle loot box, menzionandole solo nei considerando dedicati ai videogiochi e non nel testo legale operativo. La versione adottata risolve la questione: il divieto è ora esplicito e operativo. Ma la Commissione ha anche dato all'industria dei videogiochi una condizione concreta e verificabile. Il sistema di classificazione e il codice di condotta del PEGI vengono proposti come il meccanismo che potrebbe soddisfare la legge, a condizione che offra il livello di protezione richiesto. Se il codice di autoregolamentazione del PEGI non è all'altezza, Bruxelles scriverà un proprio codice. Il settore ha ora un obiettivo definito, e un'alternativa definita se non lo raggiunge.

L'orologio della conformità

La proposta entra ora nella procedura legislativa ordinaria dell'UE, che richiede l'approvazione sia del Parlamento Europeo sia del Consiglio dell'UE prima di diventare legge vincolante. Non è stato fissato alcun calendario per l'approvazione definitiva, e in entrambe le fasi sono ancora possibili emendamenti. Detto questo, la direzione del testo operativo, un divieto esplicito delle loot box per i minori e un requisito rigido di verifica dell'età certificata, difficilmente si ammorbidirà, semmai si irrigidirà, mentre il dossier attraversa co-legislatori che nei precedenti dossier digitali dell'UE hanno spinto costantemente per misure di protezione dei minori più severe.

Cosa significa se pubblicate o gestite videogiochi nell'UE

Tre punti concreti dovrebbero entrare fin da ora in una lista di conformità, ben prima dell'adozione definitiva. Primo, verificate ogni meccanica di loot box, gacha o ricompensa casuale raggiungibile da un account minorenne e tenete pronto un piano di rimozione o di limitazione per età. Secondo, rivedete i sistemi di bonus per accessi giornalieri consecutivi e per il ritorno al gioco, cercando formulazioni che penalizzano una pausa, poiché questa meccanica è nominata direttamente. Terzo, iniziate a valutare fornitori certificati di verifica dell'età invece di affidarvi a un campo di data di nascita autodichiarata, poiché questo approccio viene esplicitamente giudicato insufficiente. Gli studi che tratteranno questo come un problema per il 2028 dovranno ricostruire sotto pressione di scadenze; quelli che lo trattano come una revisione di design dovuta già ora, no.