Cosa ha detto Sony esattamente, e quando
Il 1 luglio 2026 Sid Shuman di Sony Interactive Entertainment ha pubblicato una breve nota sul PlayStation Blog: la produzione di dischi fisici per tutti i nuovi giochi in uscita sulle console PlayStation sarà interrotta da gennaio 2028. Sony lo presenta come una lettura del mercato e dice che la preferenza del consumatore per il digitale supera nettamente il disco. I nuovi titoli successivi si venderanno sul PlayStation Store e nei negozi solo in formato digitale.
La lettura ristretta rassicura. I giochi usciti prima di gennaio 2028 mantengono il disco, le console mantengono i lettori e nulla di ciò che possiedi smette di funzionare. La lettura ampia è quella che conta per una famiglia a Milano o Napoli: da quella data un gioco PlayStation nuovo arriva senza alcuna copia fisica, e quella copia era la parte che la legge poteva vedere.
Perché un disco è un oggetto giuridico e un download no
Secondo la dottrina dell'esaurimento della UE, una volta che il titolare dei diritti vende una copia fisica nel mercato unico, il suo controllo su quella copia specifica si esaurisce. Solo per questo esiste il mercato dell'usato, e solo per questo prestare un disco a un amico è semplicemente legale. Il disco è un bene che possiedi, e associazioni come Altroconsumo ricordano da anni questa differenza ai consumatori.
Un acquisto sul PlayStation Store è una licenza, non una copia. La Corte di giustizia ha esteso il diritto di rivendita al software scaricato con la sentenza UsedSoft del 2012, ma ha poi ristretto l'idea e nel 2019 ha stabilito che un e-book fornito tramite download non si esaurisce e non può essere rivenduto. Nessun tribunale ha concesso un diritto di rivendita a un gioco scaricato. Le stesse condizioni del negozio di Sony trattano l'acquisto come un diritto revocabile e non trasferibile.
Così il cambio di formato è un cambio di diritti con il cappotto della comodità. Togli il disco e togli la rivendita, il prestito e la possibilità di tenere in funzione un titolo se un giorno il negozio lo rimuove. Ciò che sembra la fine di un oggetto di plastica è la fine dell'unica versione del gioco che un consumatore europeo poteva indicare e chiamare sua.
Bruxelles ha scelto un codice di condotta invece di una legge
Due settimane prima della nota di Sony, la Commissione europea ha dato la sua risposta formale a Stop Destroying Videogames, l'iniziativa dei cittadini europei che ha raccolto 1.294.188 firme valide. Il 16 giugno 2026 ha rifiutato di proporre qualsiasi obbligo legale di mantenere i giochi giocabili dopo la fine del supporto, citando vincoli di proprietà intellettuale. Ha invece promesso di riunire industria e gruppi di consumatori per un codice volontario di fine vita entro la fine del 2026 e di dare più visibilità ai diritti dei consumatori esistenti.
La campagna non lo ha accettato come traguardo. Nel giro di poche ore ha detto che avrebbe spinto clausole di conservazione dentro il Digital Fairness Act, il fascicolo di tutela del consumatore ancora in stesura, e a fine giugno 45 eurodeputati avevano firmato un'interrogazione che chiedeva azione legislativa. Il mercato diventa solo licenza più in fretta di quanto la legge sia disposta a garantire ciò a cui una licenza deve sopravvivere, e quel divario è tutta la storia.
Cosa dovrebbe fare una famiglia prima del 2028
La mossa pratica è poco appariscente e a tempo. Fino al 2027 puoi ancora comprare i nuovi giochi PlayStation su disco, quindi i titoli che vuoi prestare, rivendere o semplicemente tenere su uno scaffale che non dipende da un server conviene comprarli in fisico finché l'opzione esiste. Un'uscita nuova costa comunque circa 80 EUR, ma solo una di quelle copie è tua da cedere.
La conclusione per un acquirente europeo è netta. Dal 2028 un nuovo gioco PlayStation è un servizio che noleggi finché Sony sceglie di servirlo, la UE ha esplicitamente rifiutato di renderlo qualcosa di più, e l'unica leva rimasta è il Digital Fairness Act. La proprietà non è stata tolta in un titolo di giornale. Viene mandata in pensione un formato alla volta.
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