Il report di Bloomberg: un avviso diretto di Nvidia ai suoi maggiori clienti

Nvidia avrebbe comunicato a Microsoft, Google e Oracle che i server costruiti sui suoi chip IA costeranno oltre il 15% in più in molti casi, secondo quanto riportato da Bloomberg il 22 agosto 2026, citando persone a conoscenza della vicenda. Gli aumenti riguardano i sistemi basati sulle linee di chip Vera Rubin e Grace Blackwell di Nvidia, con un'entità variabile a seconda della generazione del chip e della configurazione di memoria, e si applicano ai sistemi che inizieranno a essere spediti dall'inizio del 2027. Secondo Bloomberg, l'avviso sarebbe arrivato a Microsoft, Google e Oracle tramite i produttori terzi di server di Nvidia, non direttamente da Nvidia stessa.

Nvidia non ha risposto alla richiesta di commento di Bloomberg al di fuori del normale orario di lavoro, e Reuters ha dichiarato di non poter verificare in modo indipendente la notizia di Bloomberg. Nvidia presenterà i risultati del secondo trimestre il 26 agosto 2026, quattro giorni dopo la diffusione della notizia, e non si è ancora espressa ufficialmente sulla questione dei prezzi.

La distinta base: perché la memoria si è mangiata il rack

L'analisi della distinta base di Morgan Stanley Research, citata da diverse testate e datata intorno al 6 luglio 2026, stima che un rack Vera Rubin VR200 NVL72 costi circa 7,8 milioni di dollari (circa 7,2 milioni di euro) da costruire, contro circa 4 milioni di dollari (circa 3,7 milioni di euro) per un rack della generazione precedente, Grace Blackwell GB300 NVL72, quindi quasi il doppio. La quota della memoria sul costo totale del rack è salita da circa il 5-10% al 25-30%, circa 2 milioni di dollari per rack, un balzo del 435% su base annua.

Il motivo è un aumento di circa tre volte della capacità di memoria, fino a circa 54 terabyte di LPDDR5X per rack, a cui si aggiunge circa 1 milione di dollari o più di storage 3D NAND che i sistemi precedenti in gran parte non avevano. La quota delle GPU sul costo del rack è scesa da circa il 63% al 51% mentre la memoria guadagnava peso.

IndicatoreGrace Blackwell GB300 NVL72Vera Rubin VR200 NVL72
Costo dei materiali del rackcirca 4 milioni di dollaricirca 7,8 milioni di dollari
Quota della memoria sul costo del rackcirca il 5-10%circa il 25-30% (circa 2 milioni di dollari)
Quota delle GPU sul costo del rackcirca il 63%circa il 51%
Capacità di memoria per rack (LPDDR5X)circa un terzo di quella di Vera Rubincirca 54 terabyte

Perché l'aumento non comparirà come voce separata in bolletta

Ogni notizia sul costo della memoria per l'IA emersa finora nel 2026 è arrivata ai margini della catena di fornitura, su un cartellino prezzo di una console o su un listino di un'API, non alla fonte. Questa è la prima volta che l'aumento viene intercettato alla fonte: Nvidia che informa direttamente i suoi tre maggiori clienti cloud, in un avviso contrattuale, quattro giorni prima della propria presentazione dei risultati.

Questa tempistica significa che il costo non arriverà come voce visibile per i milioni di aziende in UE e Regno Unito che noleggiano capacità di calcolo IA da Azure, Google Cloud o Oracle Cloud a partire dal 2027. Verrà invece assorbito silenziosamente nel prezzo per ora o per token, come accade sempre quando un aumento di costo avviene due livelli sopra l'acquirente finale.

La conseguenza per le aziende: bloccare i prezzi del 2026 prima che salgano

Ogni azienda che pianifica una spesa pluriennale per IA o cloud dovrebbe considerare il 2026 come l'ultima finestra per bloccare prezzi riservati o a impegno d'uso prima che la generazione hardware del 2027, e il suo costo, confluiscano nelle tariffe standard. Aspettare che un preventivo di rinnovo spieghi l'aumento non funzionerà, perché è improbabile che un fornitore cloud nomini Nvidia quando il prezzo sale. Per le aziende italiane, con il Polo Strategico Nazionale e altri progetti di cloud pubblico che dipendono dagli stessi chip, questa notizia è un motivo in più per bloccare le condizioni ora.

Il meccanismo di fondo è confermato in modo indipendente dalle fonti di Bloomberg: l'analisi della distinta base di Morgan Stanley, costruita su prezzi pubblici dei componenti e non su un avviso contrattuale non confermato, indica la stessa pressione sui costi guidata dalla memoria. Nvidia non ha confermato la notizia di Bloomberg, ma la direzione della curva dei costi non dipende dal fatto che Nvidia la confermi.