Un Rapporto Che Chiama la Falla per Nome

Il 17 settembre, il Liaison Committee della Camera dei Lord ha pubblicato un rapporto dal titolo diretto: Gambling Harm, Time for Action. Segue un'indagine del 2020 che chiedeva un approccio di sanità pubblica al danno da gioco d'azzardo, e la sua raccomandazione principale è un divieto totale della pubblicità sul gioco d'azzardo in Gran Bretagna, per un mercato che, secondo il rapporto, spende oltre 1 miliardo di sterline all'anno in pubblicità.

Lord Foster of Bath, già membro del comitato originale del 2020, ha messo in chiaro il costo umano: tra 1 e 1,5 milioni di adulti in Gran Bretagna mostrano segni di gioco d'azzardo problematico, con conseguenze che vanno dalla rottura delle relazioni ai debiti fino, nei casi più estremi, al suicidio.

Cosa Coprirebbe Davvero il Divieto

La raccomandazione va ben oltre gli spot televisivi e radiofonici a cui pensa la maggior parte delle persone quando sente "pubblicità sul gioco d'azzardo." Il rapporto indica sponsorizzazioni, marketing diretto, incentivi, siti affiliati e post di influencer sui social come canali che il divieto dovrebbe coprire, insieme a quello che definisce content marketing che offusca il confine tra pubblicità e contenuto editoriale.

Questa frase pesa più di quanto sembri. È il nome che il comitato dà a un contenuto costruito per leggersi come un articolo, una recensione o il post di un creator, quando in realtà il suo compito è vendere una scommessa. Il rapporto lo tratta come un modo con cui gli operatori aggirano già il divieto esistente sugli spot durante le trasmissioni sportive in diretta.

Vietato, Esente o Ancora in Revisione

La raccomandazione non è un unico interruttore generale. Il rapporto divide il marketing sul gioco d'azzardo in tre gruppi, con una linea precisa per le corse di cavalli e levrieri già proposta dal comitato del 2020.

CanaleStato secondo il divieto proposto
Spot televisivi e radiofoniciVietato
Sponsorizzazioni sportive e marchi sulle maglieVietato
Siti affiliati e codici cashbackVietato
Post degli influencer sui social mediaVietato
Content marketing costruito per sembrare editorialeVietato
Pubblicità in loco su corse di cavalli e levrieriEsente
Pubblicità della National LotteryIn revisione separata

La pubblicità della National Lottery resta in un quarto gruppo, ancora irrisolto: il rapporto chiede al governo di valutarne il rischio separatamente prima di decidere se rientra nel divieto.

Lo Stesso Schema Va Ben Oltre il Gioco d'Azzardo

Un contenuto costruito per sembrare editoriale, quando in realtà è un tentativo di vendita pagato, non è un'invenzione del settore del gioco d'azzardo. È lo stesso formato di native advertising e branded content che finanzia buona parte di tutta l'industria del performance marketing, dentro e fuori dal gioco: articoli, liste e post di influencer costruiti per sembrare copertura indipendente.

Quello che il Liaison Committee propone, senza dirlo apertamente, è una definizione legale di quel formato, scritta in modo stretto per una sola categoria regolata. Non appena il Parlamento dovrà fissare per legge dove finisce l'editoriale e dove inizia la pubblicità, quella definizione diventerà riutilizzabile. Un regolatore che si occupa di vaping, credito ad alto costo o pubblicità di criptovalute non deve inventare lo stesso test da zero; può puntare alla linea che finirà per tracciare la legge sul gioco d'azzardo. Qualunque operatore il cui funnel di acquisizione si appoggi su content marketing, posizionamento con affiliati o post di influencer in una categoria regolata o affine ha motivo di leggere questo rapporto adesso, non dopo che un secondo regolatore ne prende in prestito il linguaggio.

Cosa Succede Adesso

Per ora niente di tutto questo è legge. Il governo deve dare una risposta formale ma non è obbligato a seguire la raccomandazione, e l'amministratrice delegata del Betting and Gaming Council, Grainne Hurst, ha già definito il rapporto "profondamente sbagliato," sostenendo che spingerebbe la spesa verso operatori senza licenza invece di proteggere i giocatori.

La risposta del comitato stesso è che le preoccupazioni su un mercato illegale "non devono essere un ostacolo ad affrontare i danni evidenti generati dal settore con licenza." Con un aumento già atteso della Machine Games Duty nella manovra d'autunno e una linea più dura riferita dal governo Burnham, la direzione sembra già segnata ancora prima che venga scritta una legge.