Cosa cambia il 27 settembre

Due nuovi obblighi diventano obbligatori per chiunque venda prodotti a consumatori UE dal 27 settembre, secondo il Regolamento di Esecuzione (UE) 2025/1960 della Commissione.

Ogni venditore, online e in negozio fisico, deve mostrare un avviso armonizzato che ricordi al cliente la garanzia legale minima di due anni. L'avviso deve essere ben visibile, misurare almeno il formato A4 se stampato, essere a colori online, e includere un codice QR scansionabile collegato ai diritti reali del consumatore.

Il secondo obbligo è volontario finchè non è un produttore stesso ad attivarlo. Ogni garanzia commerciale di durabilità che sia gratuita, copra l'intero prodotto e duri più di due anni deve ora portare l'etichetta fissa GARAN dell'UE: un design con un segno di spunta, un'icona di calendario e un codice QR, stampato con un minimo di 95 per 100 millimetri. Un marchio che continua a pubblicizzare 'tre anni gratis' senza usare l'etichetta non fa più una semplice promessa commerciale, fa una promessa per cui il regolamento richiede già un formato preciso.

Avviso di Garanzia LegaleEtichetta GARAN di Durabilità
Si applica aOgni venditore, ogni venditaSolo garanzie che soddisfano i tre criteri
Si attiva conAutomatico, senza condizioniGratuita, prodotto intero, oltre due anni
Dimensione minimaA4 se stampato95 x 100 mm se stampato
Deve mostrareRiepilogo della garanzia biennale, codice QRTitolo GARAN, segno di spunta, calendario, codice QR, durata

Una legge che venti paesi non hanno ancora finito di scrivere

L'avviso e l'etichetta derivano entrambi dalla direttiva sull'emancipazione dei consumatori per la transizione verde, adottata nel febbraio 2024, che gli stati membri dovevano recepire nel diritto nazionale entro il 27 marzo 2026.

Il 28 maggio la Commissione Europea ha aperto procedure di infrazione contro venti dei ventisette stati membri per non aver notificato un recepimento completo: Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Finlandia e Svezia. Ogni stato ha avuto due mesi per rispondere, una finestra chiusasi intorno al 28 luglio, circa sette settimane prima che i negozi debbano comunque adeguarsi.

L'Italia non è nell'elenco dei ritardatari

L'Italia non compare tra i venti stati indicati dalla Commissione e ha notificato il recepimento completo entro i termini.

Questo non cambia l'obbligo in sè: un venditore con sede in Italia mostra l'avviso e, quando serve, l'etichetta GARAN secondo esattamente le stesse regole di un concorrente francese o polacco il cui paese non ha ancora completato il recepimento, perchè il design dell'etichetta arriva da un regolamento UE di applicazione diretta, non dalla legge nazionale di attuazione.

Cosa fa un venditore di tecnologia con dodici giorni rimasti

Il primo passo pratico è una verifica, non dell'etichetta in sè, ma di ogni promessa di durabilità già presente in una scheda prodotto o in una vetrina.

Le guide di conformità che seguono la direttiva di base indicano nel quattro per cento del fatturato annuo negli stati membri interessati la sanzione massima. L'autorità nazionale di applicazione di un venditore può ancora attendere la propria legge completa, ma il design dell'etichetta proviene da un regolamento UE di applicazione diretta e non da quel testo nazionale ancora incompleto, così l'obbligo sullo scaffale e la prontezza dell'applicazione corrono su due orologi diversi che sembrano soltanto collegati.