Lo stato che non ha firmato

Già ad agosto, 48 stati avevano raggiunto un accordo con Meta sullo scandalo Cambridge Analytica per circa 18 miliardi di dollari. L'intesa includeva una clausola di liberazione che chiudeva ogni ulteriore responsabilità per la raccolta di dati che aveva permesso a una società di consulenza politica di raggiungere gli elettori con profili Facebook sottratti durante le elezioni del 2016. Il procuratore generale del New Mexico, Raul Torrez, si è rifiutato di firmare e ha portato la richiesta dello stato davanti a una giuria a Santa Fe.

Il 25 settembre quella giuria ha dato la sua risposta. Ha stabilito che Meta ha violato deliberatamente la legge contro le pratiche sleali del New Mexico 43.899.720 volte, dando ragione allo stato su 31 delle 34 domande poste. Ogni violazione comporta una sanzione fino a 5.000 dollari, il che porta l'esposizione massima di Meta a circa 219,5 miliardi di dollari, una cifra superiore all'accordo da 18 miliardi accettato da tutti gli altri stati.

Cosa ha davvero stabilito la giuria

I giurati hanno però esaminato dichiarazioni pubbliche di Meta in cinque aree già note: quanto controllo avevano gli utenti sui propri dati, la disinformazione, l'incitamento all'odio, l'applicazione uniforme delle proprie norme sulla comunità e l'indagine che l'azienda aveva promesso dopo l'emergere del caso Cambridge Analytica. Hanno riscontrato violazioni deliberate in tutte e cinque le aree, e hanno stabilito che la condotta di Meta in ogni categoria soddisfaceva lo standard statale di pratica commerciale scorretta.

Già solo la categoria Cambridge Analytica ha rappresentato oltre 18,1 milioni delle violazioni. Il dipartimento di giustizia del New Mexico afferma che circa 350.000 residenti hanno avuto i propri dati di profilo esposti direttamente nella violazione originale del 2018, mentre gli avvocati dello stato hanno sostenuto che lo schema più ampio di inganno dell'azienda ha danneggiato oltre due milioni di persone nello stato.

Una terza sconfitta nello stesso anno

Il New Mexico ha già battuto Meta in tribunale tre volte, già nel solo 2026,, ogni volta con la stessa legge statale sulla protezione dei consumatori.

CausaData della sentenzaImporto
Salute mentale dei minori, sanzioni civiliMarzo 2026375 milioni di dollari
Salute mentale dei minori, cessazione di una molestia pubblicaAgosto 2026567 milioni di dollari
Cambridge Analytica, accuse su dati e disinformazione25 settembre 2026 (solo responsabilità, sanzione da definire)Fino a 219,5 miliardi di dollari, tetto massimo

Perche la cifra reale non sara 219,5 miliardi

La cifra di 219,5 miliardi di dollari è un tetto massimo, non una previsione. La giudice distrettuale Francis Mathew, non la giuria, decidera quanto Meta paghera per violazione, da un importo simbolico fino al tetto di 5.000 dollari, e il caso di marzo ha già indicato lo schema: una giuria ha dichiarato Meta responsabile, e la sanzione che ne è seguita, 375 milioni di dollari, era solo una piccola frazione di quanto la legge avrebbe teoricamente permesso. Torrez ha già detto di aver istruito il suo team legale a chiedere il massimo, però il suo stesso ufficio si aspetta una decisione entro poche settimane, non la cifra record che oggi fa notizia.

Meta ha già dichiarato di non essere d'accordo con il verdetto e di poter fare ricorso, un processo che, secondo Torrez, potrebbe però durare da due a tre anni, con gli interessi successivi alla sentenza che maturano per tutto il periodo. L'azienda ha già indicato misure correttive adottate dopo il 2018, tra cui la sospensione di 125.000 app che avevano usato impropriamente i dati degli utenti e la creazione di nuovi programmi di revisione, argomenti che una giudice valutera nel fissare la sanzione effettiva.

La lezione decisionale

La lezione per chi gestisce un'azienda non riguarda affatto la dimensione della cifra. Meta e 48 procuratori generali avevano trattato un accordo multistatale da 18 miliardi di dollari come una questione chiusa, il tipo di intesa su cui le aziende contano per trasformare un rischio di contenzioso disperso e costoso in un unico pagamento prevedibile. Non era chiusa. Un solo procuratore generale ha letto la clausola di liberazione, ha deciso che la richiesta valeva di più in tribunale che in un accordo, e ora ha un verdetto della giuria che da solo potrebbe valere più dell'intero accordo con 48 stati.

Ogni azienda che negozia un accordo su scala nazionale dovrebbe però trattare ogni singola firma come un possibile punto di rottura, già più che una semplice formalità, e dare più peso agli stati i cui procuratori generali hanno già dimostrato, con cause precedenti, di essere disposti ad alzarsi dal tavolo e lasciare che sia una giuria a decidere.